Opposizione Cartella Esattoriale

Tutto ciò che devi sapere su: Opposizione Cartella Esattoriale

Che cos’è una Cartella Esattoriale?

La cartella di pagamento o cartella esattoriale è l’atto con il quale Agenzia Entrate Riscossione ordina al contribuente il pagamento di un credito vantato da un Ente pubblico entro 60 giorni, decorsi i quali potrà procedere ad esecuzione forzata.
La cartella esattoriale perde efficacia se antro un anno non è iniziato il pignoramento (in tal caso AdER, per continuare la riscossione coattiva, dovrà necessariamente notificare un’intimazione di pagamento prima di poter procedere con un pignoramento).
La cartella esattoriale non sempre si riferisce ad un solo credito, ma può riguardare anche più crediti, anche di Enti diversi (in questo caso si parla di cartella “multiente”).

Quando si prescrive la cartella di pagamento

La cartella esattoriale è un documento con cui si fa valere un credito già esistente e, pertanto, non ha un autonomo termine di prescrizione, ma segue il termine di prescrizione del credito cui si riferisce. Ad esempio, se con la cartella viene ordinato il pagamento di un credito erariale, il termine di prescrizione sarà decennale; se invece viene richiesto il pagamento di una multa per violazione al Codice della Strada, allora si prescriverà in 5 anni.

Quali sono i rimedi contro la cartella esattoriale?

Quando si ritiene che la cartella sia illegittima, è possibile seguire tre strade.

1. Istanza per Autotutela

Si tratta di una richiesta che il contribuente rivolge direttamente all’Ente creditore illustrando le proprie ragioni e chiedendo l’annullamento del debito.
Se l’Amministrazione riconosce fondata la richiesta del contribuente, provvede alla rimozione dell’atto (con annullamento del ruolo esattoriale e sgravio della cartella di pagamento).
Non ci sono formalità rigide da rispettare, e nemmeno limiti temporali, tant’è vero che l’istanza per autotutela può tranquillamente essere presentata anche dopo che siano scaduti i termini per il ricorso; tuttavia l’amministrazione non ha il dovere di accettare le richieste del contribuente, ed in caso di esito negativo o di mancata risposta non vi è possibilità di impugnazione.

2. Istanza di Sospensione Ex Legge 228/2012 (Sospensione Legale)

È una richiesta di sospensione della riscossione esattoriale, ed è proponibile esclusivamente in determinate ipotesi previste dalla legge; essa deve essere presentata esclusivamente al Concessionario della riscossione (non all’Ente) entro il termine tassativo di 60 giorni dalla notifica dell’atto; dovrà però essere l’Ente impositore a rispondere.
Fin quando l’Ente non risponde, la riscossione rimane sospesa; la risposta può consistere nell’accoglimento o nel rigetto dell’istanza.
In caso di mancata risposta da parte dell’Amministrazione entro 220 giorni, il debito è annullato di diritto.

3. Ricorso all’Autorità Giudiziaria

Autorità e termini per presentare ricorso

Dobbiamo distinguere a seconda della natura del credito e del vizio che intendiamo far valere:

  • quando si tratta di crediti tributari, l’opposizione va proposta dinnanzi alla Commissione Tributaria Provinciale competente per territorio entro 60 giorni;
  • quando si tratta di crediti non tributari e si vuole contestare il merito della pretesa, bisogna distinguere tra:
  • crediti per sanzioni amministrative: in questo caso l’opposizione va proposta avanti al Giudice di Pace o al Tribunale entro 30 giorni dalla notifica della cartella;
  • crediti di natura previdenziale: in questo caso l’opposizione va proposta davanti al Tribunale in funzione del Giudice del Lavoro entro 40 giorni dalla notifica della cartella;
  • quando si tratta di crediti non tributari e si vuole far valere l’estinzione del debito per cause sopravvenute (es. prescrizione, intervenuto pagamento ecc.), l’opposizione va proposta ai sensi dell’art. 615 c.p.c. (dinnanzi al Giudice Ordinario competente per materia (Giudice di Pace o Tribunale Ordinario o al Giudice del Lavoro) del luogo dove risiede il ricorrente, e non vi sono termini da rispettare;
  • quando si vogliono contestare vizi formali dell’atto (es. mancata sottoscrizione), a prescindere dalla natura del credito, l’opposizione va proposta ai sensi dell’art. 617 c.p.c. entro 20 giorni dalla notifica al Tribunale in funzione di Giudice dell’Esecuzione del luogo dove risiede il ricorrente.

Quali vizi far valere con il ricorso

I vizi da far valere si dividono in vizi nel merito della pretesa e vizi formali. A titolo esemplificativo possiamo elencare i seguenti:

  • inesistenza dell’atto presupposto;
  • omessa o irregolare notifica dell’atto presupposto;
  • nullità della formazione del ruolo esattoriale;
  • carenza di potere del responsabile del procedimento di formazione del ruolo esattoriale;
  • carenza di potere del responsabile del procedimento di emissione e notifica della cartella esattoriale;
  • intervenuta prescrizione del credito;
  • decadenza del Concessionario e/o dell’Ente;
  • omessa o insufficiente motivazione dell’atto;
  • mancata specificazione degli importi richiesti;
  • erroneità del calcolo degli interessi;
  • erroneità del calcolo dei compensi di riscossione;
  • cartella emessa in carenza dei presupposti per la formazione del ruolo.

Quale rimedio scegliere per difendersi dalla cartella esattoriale

I rimedi sopra indicati (sospensione legale, autotutela o ricorso giudiziale) non sono alternativi, nel senso che la scelta di uno non esclude la possibilità (o l’opportunità) di utilizzarne anche un altro.

Ad esempio, possiamo presentare immediatamente ricorso al Giudice competente e contemporaneamente presentare istanza per autotutela all’Ente impositore sperando di ottenere l’annullamento della cartella in tempi più rapidi rispetto alla durata media di un processo; oppure possiamo presentare istanza di sospensione legale per ottenere subito la sospensione della riscossione ed intanto presentare ricorso al Giudice che, probabilmente, impiegherà molto più tempo per pronunciarsi sulla sospensione (paradossalmente potrebbe capitare, infatti, di subire un pignoramento prima che il Giudice abbia la possibilità di pronunciarsi sulla sospensione).

È opportuno, da ultimo, ricordare che se è stata proposta la sospensione legale e l’Ente non risponde entro i prescritti 220 giorni, il debito viene annullato per legge; sarà quindi possibile in corso di causa far rilevare tale circostanza al Giudice ed ottenere l’annullamento della cartella per “cessata materia del contendere” a seguito di estinzione del debito.

Sono l’Avvocato Marco Piccolo e lavoro per aiutare le persone a estinguere le pendenze con l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia.

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Dal 2006 sono un Avvocato esperto in Diritto Tributario ed Esattoriale a Napoli e in tutta Italia

Lo Studio dell’Avvocato Marco Piccolo offre i suoi servizi legali contro ogni atto di riscossione coattiva. Come cartelle esattoriali, fermo amministrativo, iscrizione di ipoteca, pignoramento, intimazione di pagamento, ingiunzione fiscale di pagamento. Rientri in uno di questi casi?