Pignoramento Presso Terzi Equitalia

Tutto ciò che devi sapere su: Pignoramento Presso Terzi Equitalia

Quando Equitalia può pignorare?

Dopo 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale, oppure dopo 5 giorni dalla notifica dell’intimazione di pagamento, Agenzia Entrate Riscossione può passare alle maniere forti ed iniziare il pignoramento.

Pignoramento presso terzi ex art. 72 bis

Il tipo di pignoramento più utilizzato è il pignoramento presso terzi ex art. 72 bis D.P.R. 602/1973.
Si tratta di procedura particolarmente invasiva, e consiste in un documento con cui Agenzia Entrate Riscossione ordina direttamente al terzo (datore di lavoro, banca ecc.) il pagamento entro 60 giorni della somma (in unica soluzione oppure a rate) dovute dal debitore.
L’atto di pignoramento presso terzi ex art. 72 bis deve essere notificato, sia al terzo che al debitore.

Differenza tra pignoramento presso terzi ordinario e pignoramento presso terzi ex art. 72 bis

Nel pignoramento presso terzi ordinario vi è l’ordine al terzo di ACCANTONARE le somme di denaro; successivamente sarà il Giudice dell’Esecuzione ad ordinare l’assegnazione delle somme dopo aver valutato la regolarità della pretesa e della procedura.
Nel caso del 72 bis, invece non vi è ordine di accantonare, ma vi è ordine di PAGARE DIRETTAMENTE le somme che entrano, così, nella immediata disponibilità di ADER; inoltre non vi è nessun Giudice dell’Esecuzione a garantire la regolarità della procedura.

Elementi del pignoramento presso terzi ex art. 72 bis

  • Dati identificativi del debitore;
  • Dati identificativi del terzo;
  • Specifica degli importi dovuti
  • Estremi del titolo su cui si fonda il pignoramento
  • Ordine di pagamento delle somme entro 60 giorni
  • Avvertimento che non ottemperando si procederà a pignoramento presso terzi ordinario
  • Indicazione dei termini e delle modalità per presentare opposizione
  • Relata di notifica

Come presentare ricorso contro il pignoramento presso terzi ex art. 72 bis

Le modalità e l’autorità a cui rivolgersi per presentare ricorso variano a seconda dei motivi che intendiamo far valere.
Sinteticamente possiamo distinguere tra:

1) casi in cui intendiamo contestare il pignoramento per fatti sopravvenuti alla formazione del titolo esecutivo (es. prescrizione maturata dopo la notifica della cartella esattoriale): in tali dovremo presentare ricorso in opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. al Giudice dell’Esecuzione presso il Tribunale;
2) casi in cui contestiamo la regolarità formale del pignoramento: in tali casi dovremo presentare ricorso in opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. al Giudice dell’Esecuzione presso il Tribunale;
3) se intendiamo contestare il merito della pretesa sul presupposto di non aver ricevuto la notifica della cartella esattoriale: in tali casi è fondamentale individuare il tipo di credito posto a base del pignoramento; infatti:

  • se il credito è tributario: dovremo presentare ricorso alla Commissione Tributaria;
  • se il credito è di natura previdenziale o si fonda su sanzione amministrativa: dovremo proporre ricorso all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. al Giudice dell’Esecuzione presso il tribunale per chiedere la sospensione dell’esecuzione e la concessione del termine per introdurre il giudizio di merito dinnanzi al Giudice competente per materia (Giudice del Lavoro presso il Tribunale o Giudice di Pace).

Termine per presentare ricorso

Il ricorso alla Commissione Tributaria va notificato entro 60 giorni dalla notifica del pignoramento.
Il ricorso in opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. va presentato entro 20 giorni dalla notifica del pignoramento.
Il ricorso in opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. va presentato entro 60 giorni, se il pignoramento si esaurisce mediante un unico pagamento da parte del terzo; se invece i pagamenti da parte del terzo avvengono in maniera rateale, l’opposizione può essere proposta fin quando non viene pignorata tutta la somma dovuta.
Infine, in caso di mancato pagamento da parte del terzo, l’opposizione non può essere presentata oltre il sessantesimo giorno dalla notifica, in quanto successivamente il pignoramento perde efficacia ed un eventuale opposizione sarebbe inammissibile.

Cosa succede se il terzo non paga?

Passati 60 giorni il pignoramento presso terzi ex art. 72 bis diviene inefficace; a questo punto Agenzia Entrate Riscossione potrà proporre l’ordinaria procedura di pignoramento presso terzi.

Come sospendere il pignoramento presso terzi ex art. 72 bis

È possibile ottenere la sospensione del pignoramento in tre possibili modi:
1) mediante istanza di sospensione legale della riscossione ai sensi della legge 228/2012: presentata l’istanza AdER è tenuta a sospendere immediatamente la riscossione; tuttavia l’istanza di sospensione è prevista solo nei pochi casi espressamente previsti dalla legge (prescrizione o decadenza intervenuta prima della formazione del ruolo, intervenuto pagamento, provvedimento di sgravio, esistenza di un precedente provvedimento di sospensione giudiziale o amministrativa);
2) sospensione disposta dall’Autorità Giudiziaria: questo rimedio, tuttavia, non è sempre tempestivo; in molti casi il pignoramento può andare avanti (o addirittura completarsi) prima ancora che il Giudice si pronunci sulla sospensione;
3) istanza di rateizzazione del debito: con il pagamento della prima rata il pignoramento si sospende, e resterà sospeso fin quando il contribuente pagherà le rate alle scadenze stabilite. La rateizzazione non impedisce la proposizione del ricorso: più volte la Suprema Corte ha affermato che la richiesta di rateizzazione non costituisce ammissione del debito, per cui il contribuente, anche in corso di rateizzazione, potrà proporre ricorso contro il pignoramento.

Sono l’Avvocato Marco Piccolo e lavoro per aiutare le persone a estinguere le pendenze con l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia.

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Dal 2006 sono un Avvocato esperto in Diritto Tributario ed Esattoriale a Napoli e in tutta Italia

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